Il CONDAV - 3 novembre 2004 I°Giornata Nazionale del Ricordo



 

                                         

 

 

                                     

                           

 

                                      3 novembre 2004

 

                      I° Giornata Nazionale per Ricordare le Persone Decedute

                                                  o Rese Disabili dai Vaccini

 

Oggi, 3 novembre 2004, ci troviamo qui, insieme, ai piedi dell’Altare della Patria per ricordare i nostri figli, i nostri fratelli o sorelle, i nostri cari, scomparsi o danneggiati in modo irreversibile a causa delle vaccinazioni obbligatorie.

         Ogni anno ricorrono date importanti da ricordare. Date che testimoniamo momenti importanti della nostra vita collettiva e che dovrebbero trovarci uniti, in un unico vero sentimento d’amore e di rispetto, verso chi ha pagato a caro prezzo la sua fiducia verso le Istituzioni.

Dico dovrebbe perché, in realtà, non è così. Fino a poco tempo fa, la posizione assunta dallo Stato nei nostri confronti è stata quella dell’assoluta latitanza. Solo da pochi anni, infatti, alcuni parlamentari, venuti a conoscenza delle nostre storie, hanno deciso di offrirci il loro aiuto e hanno lottato con noi, fianco a fianco, ritenendo giusta la nostra causa.

In questi lunghi anni di silenzio, molti di noi non hanno trovato la forza di lottare e di denunciare l’ingiusto comportamento ricevuto, perché erano troppo impegnati a curare i loro figli, ma adesso le cose sono cambiate e noi, uniti, abbiamo deciso di uscire dal limbo in cui, ingiustamente, siamo stati relegati per tanti anni, troppi.

Per questo oggi siamo qui, per far sapere allo Stato e alle istituzioni che esitiamo e che non abbiamo più nessuna intenzione di subire ancora in silenzio un trattamento non degno di un Paese, come l’Italia, che garantisce a chiunque il diritto di libertà e di parola, a chiunque tranne che a noi.

         Abbiamo subito un danno irreversibile, alcuni dei nostri cari sono morti, per “tutelare la salute pubblica”, perché vaccinarsi è un “dovere morale verso noi stessi e verso gli altri”, perché solo così si vince la “guerra contro le malattie”.

Siamo stati cittadini ubbidienti e abbiamo compiuto il nostro dovere portando i nostri figli a fare le vaccinazioni, siamo stati bravi soldati e abbiamo combattuto, ma noi non solo siamo stati feriti, in alcuni casi mortalmente, ma siamo anche stati abbandonati…

Abbiamo perso tanto, la salute, in alcuni casi la vita e la fiducia verso chi, invece di proteggerci, ci ha lasciato completamente soli e abbandonati, ferendoci e uccidendoci una seconda volta.

Siamo stati abbandonati e si è cercato di “dimenticarci”…perché “l’incidente di percorso” è fastidioso da vedere, da riconoscere…L’incidente preventivabile in astratto, non ha diritto ad essere curato in concreto, ma solo ad essere ignorato.

La nostra sola colpa è stata quella di esitere e di ricordare a tutti che, in questi anni, nel campo sanitario, sono stati commessi tanti errori, troppi.

Adesso noi siamo qui e insieme ricorderemo i nostri cari deceduti, poi ricorderemo alcuni dei nostri danneggiati e, infine, ricorderemo allo Stato che non è questo il trattamento che si dovrebbe riservare a chi lo ha servito.

 Noi, infatti, crediamo fermamente che sia nostro diritto ricevere quel GRAZIE che non ci è mai stato detto e che tutti, da anni, stiamo aspettando. 

Non vogliamo più nasconderci e non lo faremo. Non permetteremo più a nessuno di calpestare la nostra dignità. Da oggi e per sempre, il 29 ottobre sarà il Giorno dei Danneggiati da Vaccino, il Giorno della memoria per non dimenticare mai chi non è più fra noi, ma vive e vivrà per sempre nel nostro cuore.

Il Presidente

Nadia Gatti

 

     Alcuni momenti     importanti

della

I° Giornata Nazionale

a dx

Paolo Sciacca

Nadia Gatti

 

                    a sx

l'On. Gabriella Pistone

 

                                                                           Piero Marrazzo

                                                                           Santa Passaniti

 

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